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Banane Biologiche: le coltivazioni messicane Tropical Organic Growers

Banane Biologiche: le coltivazioni messicane Tropical Organic Growers

A differenza delle banane convenzionali, relativamente facili da coltivare in molte aree tropicali, le banane biologiche possono essere coltivate solo in specifiche condizioni e in alcune regioni. Colima, in Messico, è una delle aree con il giusto microclima, e la Tropical Organic Growers è una compagnia dedita alla coltivazione e all’esportazione di frutta biologica tropicale, di banane in particolare.

Banane biologiche 

“Le banane biologiche necessitano di molta acqua, circa 3,000 mm l’anno, un quantitativo facile da ottenere soprattutto ai tropici. In queste condizioni climatiche prolifera il fungo  Black Sigatoka, il quale non può essere debellato solamente con l’utilizzo di agrochimici. E’ necessario perciò”, come ci spiega il direttore della Tropical Organic Growers, ”spostarsi in aree con meno umidità e minori piogge ma con molti fiumi o sorgenti sotterranee, come a Colima, dove le precipitazioni annue si aggirano sugli 800 mm e la presenza di fiumi è altissima”.

I costi di produzione del settore sono alti. “Quasi il doppio, perché tutto ciò che compriamo deve essere biologico e quindi molto costoso.” La richiesta di banane biologiche è costante. Comparata con altra frutta, come i mirtilli biologici, tre volte più costosi dei mirtilli convenzionali, le banane biologiche costano solo il doppio, se non meno, rispetto alla loro controparte convenzionale.

Rolo Leyton osserva che “chi desidera intraprendere uno stile di vita più sano inizia facilmente con qualcosa di economico, come le banane”. Penso che la richiesta di questo prodotto crescerà in modo significativo nei prossimi anni, e i fornitori dovranno lottare per stare al passo proprio perché non ci sono molti posti nel mondo in cui sia possibile coltivare banane biologiche. Attualmente si stimano 5 milioni di ettari dedicati alla coltivazione di banane convenzionali e circa 50.000 mila ettari di coltivazioni di banane biologiche”.

Questa differenza ha condotto a considerare le banane biologiche un prodotto di nicchia, incapace di rispondere alla domanda esistente, se non si riduce la fornitura di banane convenzionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, circa il 5% della richiesta è bio. Immaginando un calo del 10% della fornitura convenzionale ed il corrispettivo aumento della richiesta biologica questo volume sarebbe impossibile da coprire.

Per il produttore uno dei vantaggi delle banane è il poterle coltivare tutto l’anno. In Messico si verifica la tendenza a produrre maggiormente nella seconda metà dell’anno (60%), mentre nell’emisfero sud si verifica la tendenza inversa.

“Nel settore della frutta tropicale, le banane rappresentano il 75-80% del commercio globale. Seguite dall’ananas con il (10%), mango e la papaya. Il Messico è il maggior esportatore di questi ultimi due frutti, mentre il Costa Rica detiene il primato sull’ananas. La produzione di banane in Messico (circa 80,000 ettari) è storicamente orientata verso il mercato locale, ma negli ultimi 10 anni l’esportazione è aumentata in maniera significativa. Crediamo che il Messico abbia un grande potenziale nel mercato delle banane e che potrebbe diventare un fornitore internazionale grazie anche alla sua vicinanza con gli Stati Uniti. Il Messico rifornisce gli Stati Uniti del 60% di papaya e del 40% di mango ed anche le banane potrebbero raggiungere una buona percentuale che ora si aggira solamente attorno al 2-3%.

Tropical Organic Growers

Tropical Organic Growers è un’impresa fondata nel 2014 in Messico. Si occupa della produzione e dell’esportazione di frutta biologica tropicale, specialmente banane. “Era un’opportunità interessante avviare una produzione in Messico orientata al mercato internazionale, in particolare Stati Uniti, ma anche Europa e Asia.” Come dichiarato da Rolo “abbiamo assunto alcuni degli specialisti più in gamba del settore, con oltre 15 anni di esperienza, per avviare la produzione a Colima, in Messico; una regione con il giusto clima, suolo, infrastrutture, persone, con uno dei porti più importanti dell’Oceano Pacifico (Manzanillo) e un bel circuito di strade che la collegano agli USA e all’Oceano Atlantico.

“La nostra compagnia iniziò con 150 ettari, era un test. Eravamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel primo anno così continuammo ad investire. Attualmente possediamo 250 ettari e ne compreremo altri 250 quest’anno. Il nostro obiettivo è di raggiungere 1500 ettari tra 4 o 5 anni. Vogliamo diventare la più grande compagnia specializzata in prodotti biologici,” assicura Rolo.

“Esportiamo negli Stati Uniti. Così come nella produzione, vogliamo diversificare l’offerta negli altri mercati e pensiamo sia un buon momento per iniziare ad esportare in Europa. Penso cominceremo già dall’anno prossimo. Il mercato europeo è molto interessante, ne vogliamo far parte.”

Fonte  www.freshplaza.com