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Fyffes accusata di non rispettare i diritti dei lavoratori nelle sue piantagioni

Fyffes accusata di non rispettare i diritti dei lavoratori nelle sue piantagioni

Il marchio irlandese viene criticato dai sindacati a causa dei gravi maltrattamenti subiti dai suoi lavoratori in Centro America

Traduzione dell’articolo uscito il 12 febbraio 2016 su The Guardian.

La compagnia Fyffes con base a Dublino è stata accusata di non rispettare i diritti dei propri lavoratori, viene infatti accusata di grave maltrattamento verso i propri dipendenti nelle piantagioni di frutta in Centro America.

Il sindacato GMB chiede l’esclusione di Fyffes da Ethical Trade Initiative, organizzazione di imprese, ONGs e sindacati sostenuta dai contribuenti britannici, la quale promuove i diritti dei lavoratori, riportando abusi subiti in Costa Rica e Honduras.

In una piantagione di meloni al 60% di proprietà della società sussidiaria di Fyffes’, Suragroh, 14 lavoratori sarebbero stati ricoverati in ospedale per avvelenamento causato da sostanze chimiche nocive.

GMB dichiara che le lavoratrici non avevano ricevuto attrezzature di sicurezza per proteggerle durante la manipolazione della frutta. Ai lavoratori, inoltre, non era stato garantito il salario minimo, e veniva negato il pagamento di straordinari, festivi e negate le festività nazionali.

GMB, che si fa portavoce delle accuse avanzate dai sindacati locali, afferma l’addebitamento illecito del costo di trasporto per raggiungere la piantagione.

GMB dichiara inoltre che a gennaio 2016, quando i lavoratori cercarono di formare una sezione sindacale, quattro membri sono stati rapiti, minacciati e trattenuti per 24 ore fino a rinunciare all’appartenenza al sindacato.

In Costa Rica, la società sussidiaria di Fyffes’ produttrice di ananas, Anexco, è stata accusata di eseguire “una purga” dei membri del sindacato il che a portato 12 lavoratori a denunciare la compagnia.

“Fyffes è un datore di lavoro spaventoso, che non si preoccupa dei propri dipendenti i quali faticano in un clima CALDO per produrre i frutti che danno profitto all’impresa. Non hanno rispetto delle leggi locali e internazionali che tutelano i diritti dei lavoratori” dichiara Bert Schouwenburg, funzionario internazionale di GMB.

Fyffes, che importa banana in Regno Unito e Irlanda dal 1880, si rifiuta di commentare le accuse, ancora prive di fondamento.

L’azienda irlandese fa parte dell’ Ethical Trade Initiative (ETI), i cui membri sottoscrivono un codice che include regole sul trattamento dei alvoratori.

Il sito web di ETI afferma che “ci si riserva di sospendere l’adesione nei casi in cui le aziende violino gli obblighi di appartenenza all’ETI”.

Il direttore esecutivo di ETI, Peter McAllister, dichiara: “Prendiamo molto sul serio le accuse. Quando vengono sollevate delle problematiche e vi sono processi locali in atto quali mediazioni e negoziazioni di accordi, ci si aspetta una collaborazione tra i membri che giunga ad una risoluzione. Siamo consapevoli dell’avviso di processi locali in questo caso.”

ETI analizzarà la possibilità di una risoluzione locale tra Fyffes e i sindacati.

Banana Link, un ONG che difende i diritti dei lavoratori del settore della frutta membro di ETI, dichiara “ data la frustrazione manifestata dai sindacati in loco ci dichiariamo aperti ad un dialogo con Fyffes nella speranza di un’apertura verso i sindacati locali”.

Banana link denuncia come solamente 4 pennies ogni sterlina spesa per l’acquisto di un ananas prodotta in Costa Rica vada ai lavoratori.

Il sito web di Fyffes riporta dichiarazioni in contrasto con il comportamento denunciato:  “abbiamo una atteggiamento responsabile verso l’ambiente, nei confronti dei nostri produttori, clienti e consumatori e siamo orgogliosi della nostra sostenibilità e responsabilità sociale. Fyffes preferisce lavorare con persone e risorse per massimizzare i benefici valutando il successo in termine di risultati evidenti piuttosto che in termini di beneficio mediatico.”