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Fyffes sotto inchiesta

Fyffes sotto inchiesta

 

Mentre i lavoratori delle piantagioni di Fyffes dichiarano abusi precedenti, soprattutto in Costa Rica, ETI investiga sugli ultimi due anni. Le indagini si spingono infatti fino al momento in cui in Honduras alcuni lavoratori sussidiari di Fyffes che appartengono al sindacato dei lavoratori di STAS hanno protestato per salario e condizioni di lavoro. Da allora, i rappresentanti dei sindacati locali affermano che dozzine di lavoratori hanno archiviato numerosi reclami rispetto al pagamento di un salario non adeguato.

I sindacati aggiungono che durante la stagione di raccolta 2015/2016 la compagnia negò bonus, premi e straordinari per un valore di circa 1.7 milioni di euro, una cifra enorme per i lavoratori honduregni. Arrivano inoltre reclami da parte dello staff per dover comprare strumentazione protettiva per utilizzo di prodotti chimici di tasca propria, arrivando a incidenti come quello del febbraio 2016 nel quale molti lavoratori di Suragroh sono stati ricoverati per avvelenamento da prodotti tossici.

Fyffes non risponde specificatamente alla questione dei salari non adeguati, mentre ammette di fornire tutti gli equipaggiamenti di sicurezza richiesti e che paga i suoi lavoratori in linea con quella che è la legge nazionale honduregna. Nel caso dell’incidente di febbraio, l’impresa lo definisce incidente, Fyffes dichiara di impegnarsi affinché non si ripeta.

ETI dichiara “dalle prove è chiaro che la compagnia ha risposto in maniera responsabile” sebbene debba rivedere le proprie procedure. Anche gli scontri sulle condizioni di lavoro vengono individuati dai lavoratori come questioni da affrontare attraverso i sindacati.

L’impresa sembra non aver visto di buon occhio la formazione dell’ufficio locale di STAS avvenuta due anni fa. Nel report del Guardian dell’anno scorso il ministro dell’agricoltura ha dichiarato di essere preoccupato che Fyffes potesse lasciare l’Honduras se i lavoratori persistevano coi sindacati.

Organizzare un sindacato in un Paese del Centro America è molto diverso che organizzarlo in Irlanda o in alter nazioni europei. Le Honduras hanno uno dei tassi più alti di omicidi del mondo e una dozzina di attivisti sindacalisti sono stati uccisi negli ultimi anni.

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Moisés Sanchez, il segretario generale di STAS, che lavora con Fyffes da oltre 20 anni, racconta di essere stato licenziato un anno fa quando ha provato a istituire la filiale locale del sindacato insieme ad altri lavoratori.

“Ero il supervisore all’irrigazione. Non sono un professionista specializzato ma ho imparato durante i 20 anni di lavoro per l’impresa” ci dice Fora grazie ad un interprete.

“ Mi assumevano da giugno ad ottobre e poi da novembre a maggio. Ho chiesto per un contratto indeterminato e loro mi hanno dato più di una ragione per licenziarmi, ero coinvolto in un sindacato e volevo un contratto di lavoro continuativo”.

“Mi è stato detto che non avevo diritti perché stavo danneggiando l’azienda e perché oltre 2000 lavoratori potrebbero rimanere senza lavoro a causa mia e delle azioni che stavo facendo”

Sanchez, che è sposato e ha 5 figli, sottolinea la sua condizione.

“La mia intera famiglia dipende da me. Voglio garantire loro la vita migliore che posso, ma ora ho pero il lavoro”.

Condanna dei sindacati

Un sindacalista locale, Ahrax Mavorga, racconta che dei 165 membri del sindacato che lavorano nelle piantagioni di Fyffes 35 non sono stati riassunti per la stagione della raccolta di Novembre “a causa della loro iscrizione al sindacato”

“I restanti hanno continuato a lavorare, ma sono stati pian piano allontanati. La scusa dell’impresa è che non c’era più lavoro per loro, sebbene siamo informati che sono stati assunti nuovi lavoratori per rimpiazzare i membri del sindacato” afferma Mavorga.

Tra i reclami di licenziamento per essersi iscritti al sindacato vi sono alcuni dei lavoratori che si occupavano della sicurezza per un impresa sussidiaria si Export di meloni in Honduras. Loro hanno dichiarato che 47 dei 65 lavoratori che si occupano della sicurezza hanno aderito al sindacato e sono stati conseguentemente licenziati a marzo.

Fyffes dichiara di non aver licenziato nessun lavoratore per essersi iscritto al sindacato, sebbene ammette che molti dello staff della security sono stati licenziati. L’impresa dichiara un aumento di casi di violenza diretti allo staff della sicurezza e quindi si tratterebbe di un sistema di protezione per la loro incolumità.

Seguendo questo ragionamento la compagnia avrebbe esternato il servizio di sicurezza a compagnie esterne registrate presso il Ministero della Sicurezza Interna” questo quello dichiarato da uno dei rappresentanti.

“Per i lavoratori licenziati come risultato di questo cambiamento sono stati pagati tutti i benefit legali e le indennità di fine rapporto come dichiarato anche dal Ministero del Lavoro.”

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Fyffes è stata sostenuta dal Ministero del Lavoro Honduregno nella sua linea di non riconoscimento delle filiali locali di STAS, la compagnia dichiara che questi non sono stati istituiti in maniera appropriata.

I sindacati legano questa decisione al timore del governo che la compagnia lasci il territorio nazionale, tale fenomeno sarebbe devastante per il Paese. ETI dichiara che Fyffes e Suragroh devono coinvolgere maggiormente il movimento sindacale e iniziare il dialogo con chi rappresentano i lavoratori “sia stagionali che continuativi, per risolvere le questioni in sospeso e costruire fiducia”.

 

L’indagine di Etical Trade

ETI si è impegnata per più di un anno esaminando i reclami avanzati dai sindacati. A novembre 2016, dopo un periodi di silenzio a seguito delle prime voci dell’aprile 2016, dopo aver rivisto le prove sottoposte da entrambe le parti della vittima, afferma che gli aspetti chiave del reclamo sono ritenuti sostanziali e robusti.

In una dichiarazione di Fora, afferma che i reclami erano “considerevoli nel modo in cui evidenziavano il trattamento non dignitoso dei lavoratori di Fyffes presso la piantagione di meloni di Suragroh”.

Non spiega però il perché della non azione nei confronti di Fyffes per le condizioni di lavoro ma solamente la denuncia per la non collaborazione con i sindacati locali.

All’impresa è stato richiesto di preparare un piano d’azione, nonostante ETI ho chiaramente sottolineato il fallimento di Fyffes nel rispondere alle questioni sollevate.

A Fyffes è stato concesso fino a inizio febbraio per ideare una strategia appropriata. Invece ha preferito esercitare il diritto come membro dell’organizzazione presentando il proprio caso al comitato dell’ETI. In conclusione il comitato ha richiesto a Fyffes di dialogare e trovare un intesa con i sindacati o altrimenti sarebbe stata sospesa dall’Etichal Trading Body.

Lobby dei supermercati

Portando la disputa in Irlanda vi è stata una maggior attrazione internazionale.

I sindacati hanno contattato molte catene di supermercati sul territorio inglese- molti dei quali operano anche in Irlanda- informandoli rispetto agli abusi di Fyffes sul territorio honduregno.

Mettere pressioni sui supermercati è il metodo migliore per risolvere la disputa. I sindacati sperano che i supermercati preoccupati per la propria reputazione non comprino i prodotti di Fyffes se sono prodotti sfruttando i lavoratori.

Sainsbury’s, Morrisons e Aldi – tutti client di Fyffes-  hanno risposto che non avrebbero acquistato prodotti dalle piantagioni di Suragroh in Honduras e si sarebbero messi in contatto con l’impresa rispetto alle questioni sollevate.

 

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Sainsbury sottolinea come il loro approccio nei confronti dei venditori è molto serio rispetto alla provenienza dei prodotti e sono pronti a contattare Fyffes rispetto alle questioni sollevate.

Aldi ha affermato che “come parte del suo impegno per un commercio etico, ha avviato un dialogo con Fyffes rispetto alle preoccupazioni sollevate”, mentre Morrisons ha semplicemente detto che ha sollevato il problema con l’azienda.

Tesco si impegna a “monitorare i progressi” sulla questione e di “sostenere l’incoraggiamento (di ETI)” per Fyffes a lavorare con i sindacati.

Nessun supermercato ha indicato le azioni che potrebbero intraprendere. Tuttavia, Fora evidenzia come siano determinanti le pressioni che stanno esercitando alcuni clienti di Fyffes in seguito alla sospensione dell’azienda dall’ETI per raggiungere un accordo.

Nel frattempo, attraverso la campagna Make Fruit Fair, un consorzio di ONG che mirano a migliorare le condizioni dei lavoratori del settore della frutta tropicale, il presidente di Fyffes McCann ha ricevuto 23.000 mail che chiedono alla società di garantire ai lavoratori i propri diritti.

Nessun sindacato irlandese è stato veramente attivo nella lobby di Fyffes, anche se i membri del Congresso irlandese dei sindacati si sono uniti alla protesta di GMB durante la riunione generale annuale dell’impresa tenutasi a Dublino a gennaio.

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I sindacati hanno utilizzato l’occasione per protestare rispetto alle condizione di lavoro e le loro difficoltà finanziarie mentre i McCann hanno appena ottenuto un bel gruzzoletto.

Durante la riunione McCann ha affermato semplicemente che Fyffes “ha una prospettiva diversa dai manifestanti” e ha rifiutato di commentare ulteriormente.

Risoluzione?

Nel momento in cui l’ETI ha avviato la propria inchiesta, la fusione con Sumitomo è stata completata e Fyffes è uscita dalla Borsa irlandese. Fyffes mantiene, però, la sua sede a Dublino e la società è ancora in gran parte irlandese. Resta inteso che i negoziati tra l’ETI e Fyffes sono gestiti dal team irlandese, tra cui McCann.

Il funzionario del GMB, Bert Schouwenburg, che ha diretto una delegazione per ispezionare le piantagioni in Honduras all’inizio di quest’anno, afferma che all’estero Fyffes è ancora considerata una società irlandese e che la controversia che coinvolge l’ETI e le accuse honduregne ha alterato la reputazione di altre imprese irlandesi operanti all’estero.

Fyffes è sinonimo di Irlanda, e sta danneggiando il nome del paese“, dice Bert.

I cittadini irlandesi dovrebbero lamentarsi con il loro rivenditore di frutta o con i loro rappresentanti politici“.

Dopo essere stato formalmente sospeso dall’ETI all’inizio del mese scorso, Fyffes ha 90 giorni per raggiungere un accordo con i sindacati, il che significa che fino all’inizio dell’agosto è necessario un accordo o essere pronti ad accettare un’esclusione dall’organizzazione ETI.

Questo avvenimento senza precedenti sarebbe molto imbarazzante per l’azienda ma forse di conforto per i lavoratori che vogliono chiedono condizioni lavorative migliori.

Tornato a La Permuta, Oglis Mejia dice che alcuni soldi extra li aiuteranno a pagare l’istruzione dei suoi figli e migliorare la loro alimentazione, che consiste principalmente di riso e fagioli.

Ha anche invitato i cittadini irlandesi ad aiutare i lavoratori esercitando pressioni su Fyffes per trovare un accordo. I funzionari e gli operatori dell’Unione credono che Fyffes proteggerà la sua immagine in Irlanda e probabilmente agirà se i consumatori locali e i supermercati solleveranno la voce.

Vogliamo che i lavoratori in altre parti del mondo riconoscano ciò che stiamo facendo e continuano a sostenerci, come lavoratori i cui diritti sono violati“, dice Mejia.