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“Sta danneggiando il nome irlandese”: diverbio tra Fyffes e i lavoratori honduregni

“Sta danneggiando il nome irlandese”: diverbio tra Fyffes e i lavoratori honduregni

Migliaia di chilometri lontani dalla casa base di Dublino, Oglis Mejia raccoglie meloni sotto il rovente sole honduregno, lottando per mantenere i suoi cinque figli. Una madre single trentacinquenne ha passato la sua intera vita lavorativa come impiegata di Fyffes, una delle pià grandi multinazionali irlandesi che sia stata acquisita da altri. Lei vive a La Permuta, un’aerea rurale vicino alla municipalità di Choluteca, una delle regioni più povere dell’Honduras. I lavoratori sussidiari di Fyffes sono circa 3.000, la maggior parte sono donne, e lavorano come stagionali in una delle regioni più povere del Centro America.

Mejia inizia a lavorare alle 6 del mattino, ma si sveglia due ore prima per preparare il cibo ai figli – dai 3 ai 18 anni- cosi hanno qualcosa da mangiare quando si svegliano. La maggior parte del salario di Mejia viene speso per i proprio figlio per la scuola, ma le condizioni di lavoro rendono difficile per le garantire loro una buona educazione.

Oglis Mejia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“La giornata lavorativa è davvero pesante, lavoriamo dalle 6 del mattino fino alle 3 o 4 del pomeriggio svolgendo mansioni diverse nella piantagione” ci dice Flora grazie all’aiuto di un interprete.

“Il lavoro più duro è quando dobbiamo seminare i meloni, perché stiamo chinate per tutto il giorno”. 

“Nell’area in cui lavoro ci sono alter 300 persone. Stiamo tutti sotto il sole caldo, la piantagione in cui lavoro sembra un deserto e noi lavoriamo sotto molta pressione”

“Il lavoro è costate: facciamo piccole pause per bere l’acqua chec i danno, ma la sudiamo in un attimo.”

 “ Ci sorvegliano continuamente e se un lavoratore fa un errore viene mandato a casa. Minacciano continuamente di licenziarci

Oltre alle difficoltà del lavoro, Mejia si lamenta di esser pagata il 30% in meno rispetto al salario minimo pari a 6,848 lempiras (€260) al mese e dice di non ricevere benefit da Fyffes, ad esempio la previdenza sociale. A parte Fyffes, non ci sono molte altre opportunità, e Mejia afferma che anche le altre compagnie maltrattano i propri lavoratori. Non lavorare significa vivere in povertà. In attesa di migliorare la sua situazione, Mejia decide di unirsi ad un sindacato locale: STAS.

Lei e altri lavoratori dicono che il brand irlandese non si interessa del sindacato e non dà ai suoi lavoratori strumenti di protezione quando usano prodotti chimici, prevenendo incidenti seri- come quello che ha portato in ospedale dozzine di lavoratori. Fyffes rinnega tutte queste lamentele, affermando che paga il minimo salariale, che assicura condizioni di lavoro decenti e , in generale, si impegna con i sindacati, nonostante non riconosca gli uffici locali di STAS.

La discussione ha attivato l’indagine da parte di un organismo indipendente che si occupa di commercio etico. Fyffes aumenta i propri controlli, diverse catene di supermercati che acquistano dall’impresa stanno mettendo pressione per assicurarsi che i lavoratori siano trattati giustamente.

Una storia irlandese di successo

Fyffes è una delle compagnie irlandese di maggior successo nella storia. L’impresa è stata stabilita più di un secolo fa e inizia la sua storia come una piccola impresa importatrice di banane basata a Londra.

La famiglai di fruttivendoli di Charles McCann di Dundalk è stata la prima in Irlanda a vendere i frutti dell’impresa.

La famiglia McCann acquisì Fyffes a metà degli anni 80 attraverso la propria azienda di importazione di frutta. Il nome delle due imprese fu cambiato in Fyffes PLC.

Il nipote di Charles McCan, David, avrebbe portato avanti la compagnia con una visione di crescita che a portato Fyffes ad essere una delle poche multinazionali irlandesi, co migliaia di impiegati in tutto il mondo, e con una vendita di più di un miliardo e un profitto anno di dieci milioni.

Il brand ha forti connessioni locali e cn l’irlanda, ad esempio sponsorizza il campionat di footbbal irlandese di Dundalk FC.

Un altro successo da festeggiare è stata la vendita  alla Sumitomo Corporation di Tokyo per più di 70 milioni di euro- questo rappresenta un ottimo risultato economico per gli azionisti dell’impresa, di cui 90 milioni di euro sono per la famiglia McCann.3424234

Nonostante ciò, una nuvola nera rimane sospesa sull’impresa. Oglis Mejia è una delle centinaia di persone che lavorano nella piantagione di Fyffes chiamata Suragroh che è diventata punto di esplosione del malcontento dei lavoratori.

I lavoratori honduregni hanno il compito di occuparsi della semina dei meloni nelle piantagioni, di cospargere gli erbicidi e i pesticidi, di raccogliere la frutta quando pronta. Il lavoro è per la maggior parte stagionale, dura tra i quattro e i nove mesi.

I sindacati dicono che Fyffes maschera con successo l’indegno trattamento serbato ai lavoratori in nazioni come l’Honduras, e per questo chiamano l’attenzione dei consumatori irlandesi e dei supermercati europei per mettere pressione alla compagnia e chiedere un miglioramento delle condizioni di lavoro all’interno delle piantagioni.

La campagna è stata lanciata da GMB, uno dei più grandi sindacati inglesi, e da Banana Link, organizzazione non-profit inglese, attraverso gli uffici locali di STAS in Honduras, l’ufficio statunitense per i diritti dei lavoratori del gruppo LEAP e il sindacato internazionale dei lavoratori del cibo.

Fyffes, nonostante ciò, ha reagito a tutte le lamentele presentate dai sindacati relative alle condizioni di lavoro e di altri abusi, innescando un appello all’Ethical Trading Initiative (ETI) – un’organizzazione statale inglese che promuove i diritti dei lavoratori e conta tra i suoi membri Fyffes.

 

Un’inchiesta

GMB ha per la prima volta contattato Fyffes per espellerla dal ETI quando oltre una dozina dei lavoratori honduregni della compagnia fruttifera erano stati ricoverati dopo essere stati esposti ad una sostanza chimica nociva nel febbraio del 2016.

Fyffes ha affermato che l’incidente era un caso isolato, nonostante Banana Link ha reso ufficiali le proteste dell’Aprile 2016 e ETI ha lanciato un’inchiesta rispetto agli abusi di Suragroh. L’indagine è durata più di un anno.

Le proteste considerano tre punti chiave: i lavoratori non sono stati pagati adeguatamente, le condizioni di lavoro sono misere e non è stato permesso l’organizzarsi in sindacati.

Nell’ultimo mese Fyffes è diventata la prima e unica impresa che è stata mai sospesa da ETI.

Rispetto alle condizioni lavorative, ETI ha concluso che le prove presentate non sono esaustive per dichiarare che l’incidente che ha portato al ricovero di più di una dozzina di lavoratori non si tratti di un singolo incidente, ma ETI ha sottolineato che l’impresa deve rivedere le proprie procedure.

Rispetto ai salari, l’organizzazione per il commercio etico consiglia una revisione periodica e un sistema di controllo di salari e pagamenti, ma non dichiara che la compagnia stia corrispondendo un salario al di sotto del salario minimo.

Viene invece sottolineato l’approccio di Fyffes nel limitare la legittimazione dei sindacati e delle loro attività.

“Fyffes dovrebbe assicurare ai lavori delle sue filiere produttive in america latina, e non solo in Honduras, benefit significativi e azioni pratiche”.

L’istituzione è stata sicuramente informata dell’accordo che la compagnia voleva elaborare con i lavoratori altrimenti sarebbe stata espulsa dal ETI, questo fatto avrebbe provocato un grande imbarazzo e problemi conseguenti per Fyffes. Come è possibile che l’impresa sia quindi arrivata a questo punto?